INTRODUZIONE.
 
 
 
  Il volo, la capacità si sostenersi e muoversi liberamente nell' aria, ha appassionato l'uomo fin dai tempi più antichi.  

I primissimi tentativi furono quelli di imitare gli uccelli, ma fallirono: pensiamo al leggendario Icaro, che tentò di fuggire dal Labirinto con un paio d'ali artificiali attaccate agli omeri mediante la cera, o al monaco inglese Oliviero Malmesbury (1050): entrambi persero la vita cadendo con gli apparecchi che avevano ideato per sollevarsi nell'aria. Bisogna arrivare al 1505 per avere una analisi dinamica del volo grazie alle intuizioni di Leonardo da Vinci che per primo introdusse l'elica come organo di trazione, tuttavia questa scoperta verrà sfruttata soltanto tre secoli più tardi. 
Nel frattempo,tra il 1670 e il 1782, vari studi ed esperimenti portarono alla costruzione della mongolfiera: pallone ad aria calda e in seguito ad idrogeno o a elio il cui sostentamento è dovuto alla spinta di Archimede. 
Finalmente nel 1852 si fece un passo decisivo nella storia dell'aeronautica: Henry Giffard modificò la forma del suo aerostato, lo munì di un motore di 3CV che azionava un'elica (secondo l'idea di Leonardo) e compì il primo volo a motore. Da quel momento tutte le ricerche ebbero come fine la creazione di una macchina capace di sollevare e dirigere nell'aria corpi pesanti.  

Negli anni che seguirono si intensificarono i tentativi, seppur incerti, di volare; tra i tanti, ricordiamo Ottone Lilienthal con le sue esperienze per determinare la forma migliore da dare alle superfici alari.  
Finchè nel 1903 i fratelli Wright fecero i primi voli riuscendo a comandare le estremità delle ali dalla cabina di pilotaggio.  
 
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Ma perché gli aerei volano?  
             Cerchiamo di capirlo con dei semplici esperimenti.  
             Prima però è necessaria una premessa teorica.  
 
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