LA PORTANZA.
 
 
 
Per quanto abbiamo detto finora, affinché un aereo possa sollevarsi da terra, deve avere una struttura alare convessa sul dorso. In questo modo la differenza di pressione che si viene a creare sopra e sotto l'ala determina una spinta verso l'alto che, se maggiore della forza peso, permette il sostentamento.

Possiamo osservare l'effetto che il moto relativo nell'aria produce sull'ala utilizzando un manometro differenziale.
 
E' chiaro che l'entità della spinta verso l'alto che un corpo riceve dipende dalla sua forma e dalla sua posizione rispetto alla direzione del fluido che lo investe: ecco allora come anche corpi aventi profilo simmetrico, riescono  ad alzarsi in volo.

Un primo esempio -poco pratico, ma teoricamente valido- è dato da un cilindro rotante in senso orario investito da un flusso proveniente da sinistra:
 
il suo particolare moto determina una differenza di velocità (e di pressione) sulle sue superfici che fornisce la spinta ascensionale (effetto Magnus); l'effetto Magnus causa anche le anomalie nella traiettoria di una pallina da tennis, messa in rotazione dall'urto contro la racchetta.
Un secondo esempio, è l'aquilone: in questo caso la spinta verso l'alto, provocata inclinando l'aquilone secondo un angolo detto "di incidenza", dipende dall'urto diretto dell'aria. La funicella, applicando una forza che bilancia esattamente la spinta dell'aria e il peso dell'aquilone, serve a tenere fermo l'aquilone rispetto al suolo:
 Nel caso dell'ala:  
 
 
Riassumendo:
se l'angolo di incidenza è nullo, la spinta ascensionale è garantita dal "risucchio" verso l'alto dovuto al teorema di Bernoulli;
se l'angolo di incidenza è diverso da zero, alla forza ascensionale di cui sopra contribuisce anche la spinta diretta dell'aria, che si può osservare con una semplice esperienza;
la spinta complessiva verso l'alto che un corpo in moto relativo nell'aria riceve, si dice PORTANZA.

Nota:
in ogni caso l'angolo di incidenza non deve superare i 15°, infatti oltre i 15° i filetti fluidi non riescono a ricongiungersi nel bordo di uscita e si crea una depressione con conseguente diminuzione di portanza che rende incontrollabile il velivolo (fenomeno dello "stallo").
 
 

  
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