[L'alba dell'uomo]

L'ALBA DELL'UOMO

Mostra didattica , realizzata dall'Associazione Euresis di Milano, in esposizione presso il Centro culturale "A. Degasperi" - Collegio Arcivescovile - Trento

22 novembre 2003 - 6 dicembre 2003

Orario di apertura: lunedì-sabato, 9:00-12:00 e 15:00-18:00

Prenotazioni gruppi: Collegio Arcivescovile, tel. 0461-983 095

Informazioni: prof. Gregorio Karwasz,
   Dipartimento di Fisica, Università di Trento,
   tel. 0461-881554, e-mail: karwasz@science.unitn.it

[Invito ai Presidi]     [Estratto dal catalogo]     [Materiale didattico]


Invito ai presidi

Egregio Preside,

mi permetta di segnalarLe una Mostra Didattica organizzata dal Centro Culturale "Il Mosaico" insieme con il Centro Culturale "Alcide Degasperi" intitolata "L'alba dell'Uomo" che si svolgerà in data 22.11.-06.12 presso il Collegio Arcivescovile a Trento, via Celestino Endrici.

La Mostra, preparata dall'Associazione "Euresis" di Milano e sotto la cura scientifica del prof. Fiorenzo Facchini dell'Università di Bologna tratta argomenti di paleontologia, antropologia, etnografia. Il percorso didattico di 47 pannelli illustra le tappe essenziali dell'evoluzione del genere Homo sapiens dalle prime testimonianze fossili. Così, vengono mostrate le impronte dei primi ominidi bipedi di 3,6 milioni di anni fa, i primi attrezzi di pietra di 600 mila anni fa, le prime pitture rupestri di 40 mila anni fa.

La Mostra, preparata ad un alto livello di dettaglio scientifico, viene spiegata in modo semplice, ed è adatta agli allievi partendo dalla scuola media.

Su prenotazione (tel. 0461-983095, segreteria del Collegio Arcivescovile, oppure e-mail caponi@science.unitn.it - attenzione Dr.ssa Silvia Caponi) si organizzano visite guidate (gratuite). Orario di apertura lunedì - sabato, ore 9.00-12.00; 15-00-18.00

Con ossequi

Presidente del Circolo Culturale
"Il Mosaico"
avv. Carlo Bertamini


Estratto dal catalogo della Mostra

Domanda: Realmente l'uomo presenta diversità sostanziali rispetto alle specie di primati che nel corso dell'evoluzione lo hanno preceduto? Effettivamente, il corredo cromosomico dello scimpanzé appare a prima vista assai simile a quello umano, e le sequenze geniche delle due specie sono sovrapponibili per il 98%. [Impronte di Laetoli]

1. Finalmente in piedi

Le famose impronte di Laetoli scoperte da Mary Leakey in Tanzania e datate 3,6 milioni di anni fa sono riconoscibili come orme di un ominide bipede, probabilmente Australopitecus afarensis. Sembra che l'avventura dell'uomo sia cominciata il giorno in cui un nuovo oceano tentò di aprirsi la strada all'interno del Continente Africano. La formazione della Rift Valley ha provocato importanti cambiamenti climatici in tutta l'Africa Orientale che sembra abbiano favorito il processo di ominazione.

2. Homo Habilis

Nel 1961 sono stati trovati in Tanzania, nella gola di Olduvai, dei frammenti di calotta cranica con parietali più grandi e arrotondati rispetto all'Australopiteco, con capacità cranica tra 650 e 700 cc. Nello stesso strato, cosa importantissima, furono ritrovati alcuni ciotoli lavorati, che presentavano un margine tagliente. Questi artefatti furono attribuiti all'ominide di cui è stata trovata la calotta cranica, e per quale fu coniato il nome Homo habilis. [Frattura nella crosta terrestre]

3. Homo Sapiens

Alcune delle caratteristiche dell'Homo habilis hanno subito nel tempo delle graduali modifiche. Lo stadio successivo all'Homo habilis è indicato dome Homo erectus. L'Homo erectus si distingue, rispetto all'Homo habilis, sopratutto per un aumento delle dimensioni del corpo e una maggior robustezza. Il passaggio dalle forme di erectus all'Homo sapiens è stato graduale ed è collocato tra 200.000 e 100.000 anni fa. Tra le forme più antiche di sapiens (homo sapiens arcaico) vanno inclusi i Neandertaliani, vissuti tra 100.000 e 37.000 anni fa in Europa e nel Vicino Oriente, la cui estinzione è ancora un mistero. Sembra esclusa l'ipotesi di un genocidio a opera dell'homo sapiens, mentre appare più probabile una sostituzione graduale.

4. Mamma ce n'è una sola

L'analisi del DNA mitocondriale ha messo in evidenza la grande varietà genetica degli africani rispetto alle altre popolazioni. Si è giunti alla conclusione che le popolazioni extra-africane attuali siano derivate da un antico gruppo africano molto ristretto, in linea di principio da una sola donna primigenia di 150-200 mila anni fa. Sebbene la teoria dell'Eva Africana goda oggi di grande favore tra gli scienziati, vi sono paleoantropologi che mettono in evidenza alcuni aspetti poco spiegabili.

[continua...]


Materiale didattico


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